Ogni progetto finanziato è un piccolo mondo nuovo: un tema da capire, partner che spesso si incontrano per la prima volta, un calendario da rispettare, regole da leggere con attenzione. È una delle ragioni per cui questo lavoro mi piace ancora, dopo trent’anni. Ogni volta entro in un team diverso, con persone che sanno cose che io non so, e il mio compito è dare a tutto questo una forma chiara e riconoscibile.
All’inizio, con chi scrive o gestisce il progetto, conviene farsi una domanda semplice: per la comunicazione serve una struttura o serve una persona?
Agenzia o professionista: quando conviene l’una e quando l’altro
Un’agenzia è la scelta giusta quando il progetto è grande: un consorzio con molti partner, campagne su più Paesi, un calendario fitto di eventi. Ha già un team pronto e può coprire molti fronti nello stesso momento.
Nei progetti di dimensione media, per enti, PMI e partenariati, spesso funziona bene un professionista: un interlocutore unico che conosce il progetto dall’inizio alla fine, decisioni rapide, un rapporto diretto con chi coordina.
| Agenzia | Art director freelance | |
|---|---|---|
| Interlocutore | un team, con un referente | una persona, sempre la stessa |
| Organizzazione | reparti specializzati | decisioni dirette |
| Adatta a | grandi consorzi, campagne estese | progetti medi, enti, PMI, partenariati |
| Se serve più capacità | ha già il team | coordina collaboratori di fiducia |
Quando serve una persona
C’è poi un caso molto concreto. Alcuni avvisi per incarichi di comunicazione su progetti finanziati cercano un professionista: chiedono un curriculum firmato, a volte un colloquio, e affidano l’incarico a una persona per tutta la durata del progetto.
Lo stesso accade quando un partenariato deve indicare nel gruppo di lavoro chi si occuperà della comunicazione: serve un nome, con un’esperienza verificabile, che si assuma la responsabilità del risultato.
Il vantaggio di chi fa un po’ di tutto
In trent’anni ho progettato identità visive, siti, video, presentazioni, corsi a distanza, installazioni per mostre; scrivo testi, curo social e newsletter. Non lo dico per fare un elenco: in un progetto finanziato questa è una differenza pratica.
Quando la stessa persona tiene insieme logo, sito, materiali, video e testi, il progetto parla con una voce sola. I materiali si somigliano, i passaggi di consegne sono pochi, e chi coordina ha un solo riferimento. Quando serve una competenza specifica (un videomaker, uno sviluppatore, un fotografo), so cosa chiedere e come inserirla nel lavoro.
Dove serve un art director in un progetto finanziato
Nella candidatura lo spazio per la grafica è poco: si compilano moduli e template con limiti di pagine. Contano però due cose. La prima è la leggibilità: schemi, cronoprogrammi e infografiche che chi valuta capisce al primo sguardo. La seconda è la parte della proposta dedicata alla comunicazione: obiettivi, pubblico, strumenti e materiali devono essere credibili e realizzabili. Chi quei materiali li ha prodotti tante volte sa quanto lavoro richiedono e può aiutare a proporre solo ciò che si riuscirà a fare bene.
Durante il progetto il lavoro visivo diventa concreto: un’identità riconoscibile, da affiancare correttamente ai loghi dei finanziatori; un sito e dei materiali coerenti tra loro; il rispetto degli obblighi di visibilità previsti dal programma (per i fondi europei, ad esempio, l’emblema dell’Unione con la dicitura prevista e una descrizione del progetto sul sito). Ogni programma ha le sue linee guida: conviene leggerle all’inizio.
In chiusura servono materiali che presentino i risultati e restino utilizzabili anche quando il progetto è finito.
Cosa posso seguire, fase per fase
Candidatura
- naming e concept visivo del progetto;
- impaginazione della proposta e degli allegati;
- grafici, schemi e infografiche;
- la parte della proposta dedicata alla comunicazione, insieme a chi scrive il progetto.
Avvio e svolgimento
- identità visiva e regole d’uso dei loghi;
- piano di comunicazione;
- sito, materiali stampati e digitali, video, presentazioni;
- coordinamento di grafici, copywriter e videomaker, quando servono.
Chiusura
- presentazione dei risultati, eventi, report;
- materiali pensati per durare.
Posso seguire tutto oppure solo la parte visiva, affiancando chi cura i contenuti tecnici. Anche per poche ore a settimana.









Alcuni progetti a cui ho lavorato
Studiare Sviluppo, in collaborazione con l’Università La Sapienza. Art direction di “Incontro al federalismo fiscale” (evento e corso a distanza) e di “Federalismo fiscale in sintesi”, pensato per le scuole di Calabria, Puglia, Basilicata e Campania; montaggio di interventi, interviste e video informativi. Vedi la scheda
WWF, progetto LIFE+. Art direction e grafica dei video esplicativi di un progetto finanziato dal programma europeo LIFE. Vedi la scheda
Guida turistica di Ostia e Ricettario del Tevere. Art direction, grafica e impaginazione per la promozione del territorio. Vedi la scheda
Altri lavori sono nella sezione Art Direction del portfolio.
Un approccio strategico, non solo estetico
Ogni bando è un esercizio di sintesi visiva e narrativa: occorre tradurre numeri, obiettivi e impatti in un linguaggio comprensibile e motivante.
Il mio metodo si basa su:
- Analisi del target e degli obiettivi del bando
- Identità visiva coerente con la missione del progetto
- Uso mirato dei colori e delle immagini per guidare l’attenzione
- Copywriting sintetico e strategico, sviluppato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale
Vuoi rendere il tuo progetto più competitivo?
Ogni bando è un’opportunità per crescere e farsi conoscere, ma richiede competenza e una visione chiara.
Con un art director al tuo fianco, puoi dare forma e forza alle tue idee, comunicandole con autorevolezza e stile.
Domande frequenti
Sì, spesso specificano almeno 10 anni per ruoli chiave creativi, per assicurare affidabilità e innovazione comprovata.
Valuto il progetto, creo visual strategy, mockup, contenuti scritti e grafici ottimizzati per i criteri UE/nazionali.
Sì, come risorsa esterna che completa il team sulla comunicazione visiva.
Sì, come risorsa esterna per completare team, con flessibilità per startup, PMI culturali e progetti green/universitari.
Coordino collaboratori di fiducia (videomaker, sviluppatori, fotografi) mantenendo un unico punto di riferimento per il committente.ll’inizio, quando si definiscono obiettivi, pubblico e strumenti. Così la comunicazione cresce insieme al progetto.
Un art director traduce la tua idea in un progetto visivo coerente, ordinato e professionale. Cura ogni dettaglio — dalla grafica ai materiali di presentazione — per rafforzare la credibilità della tua proposta agli occhi della commissione.
Sì. Lavoro come professionista con partita IVA e posso presentare il mio curriculum per incarichi di comunicazione o essere indicata come responsabile della parte visiva in un partenariato.
Il momento ideale è nella fase di progettazione iniziale, quando si definiscono identità, obiettivi e impatto visivo. In questo modo la comunicazione cresce insieme al progetto, senza dover “rimediare” all’ultimo minuto con materiali disomogenei.
Certo. Collaboro spesso con project manager, consulenti e copywriter.
Posso occuparmi solo della direzione creativa e visuale, garantendo coerenza tra i materiali tecnici e la parte grafica. Questo approccio è ideale quando il progetto è già in fase avanzata.
Sì. Una volta ottenuto il finanziamento, posso aiutarti a sviluppare la comunicazione dei risultati, la grafica per gli eventi di presentazione, o i visual per i social collegati al progetto.
Se stai scrivendo o gestendo un progetto finanziato e vuoi un parere sulla parte di comunicazione, scrivimi a info@emanuelaibisco.it. Raccontami in poche righe di cosa si tratta: ti rispondo io.
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